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Giovedì, 16 Maggio 2013 12:00

Il “Mullah” della politica - INTERVISTA A NINO CAIANIELLO: IL GOVERNO, LE RIFORME, LE PROVINCE, I POTERI

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Nino CaianielloNino Caianiello, (nella foto) per gli amici “Mullah”, è indaffarato. Leader dell’area “laica” del PDL, è stato ispiratore di Agorà - Liberi e Forti, associazione che, tra l’altro, vanta un primato nazionale: le primarie pidielline. Gallaratese doc, vive con disagio il “metodo Guenzani”.

E AMSC?

Lasciamo perdere, chiosa.

Caianiello, l’Italia ha finalmente un Governo. Per i detrattori, è frutto dell’inciucio. Per i sostenitori, del senso di responsabilità.

È l’unico governo possibile. Il Paese rischiava la paralisi. Non restava che tentare una convergenza.

Alcuni esponenti di questo territorio hanno stigmatizzato la carenza di lombardi nel nuovo esecutivo. Ce ne sono soltanto due: Lupi e Mauro…

Probabilmente la scelta della Lega di evitare ruoli di maggioranza e di governo ha pesato. Ma non dimentichiamoci che uno degli interlocutori del governo è proprio Roberto Maroni. Difficile che le istanze lombarde restino fuori dal Palazzo.

A proposito di Lega: secondo i maligni, a Roma comanda il PDL. In Lombardia, la Lega.

Assolutamente, no. Non c’è alcuna sudditanza, bensì un fruttuoso gioco di squadra. La stella polare della Lega è la Macroregione. Sarà dura far passare questo concetto in quel di Roma. Ecco allora che l’alleanza col PDL e il pressing del nostro partito potranno fare la differenza.

Ora bisogna concentrarsi sulle priorità del Paese. Lei da dove partirebbe?

Gli otto punti di Berlusconi parlano chiaro. Si va dall’abolizione (o forte riduzione) dell’IMU, alla defiscalizzazione delle imprese. Ma non dimentichiamo le banche: queste ultime non possono più permettersi di prendere senza dare. Bisogna riattivare il credito.

Secondo lei quanto durerà questo governo?

Molto dipenderà dalla capacità di rinnovare l’architettura istituzionale del nostro Paese. Ne parliamo da anni, ma nessuno c’è ancora riuscito. Serve una legge elettorale più rappresentativa. E serve un ridisegno del rapporto tra poteri dello Stato: Parlamento, Magistratura, Corte Costituzionale. E ancora: il ruolo del Presidente della Repubblica. Molti pensano che si tratti solo di discorsi accademici. Ma non è così. La paralisi che viviamo è dovuta anche ai continui conflitti di competenze.

E le province? Monti ha promesso sfracelli e ora ci ritroviamo con enti commissariati e dal destino incerto.

L’ho sempre detto e lo ripeto. Togliere le province è un errore madornale, frutto di una visione sbagliata del taglio agli sprechi. Le si può accorpare, le si può ridurre. Ma eliminarle significa destinare ad altri materie importanti che questi enti, ad oggi, gestiscono. Chi se ne occuperà? Le Regioni? I Comuni? Più facile a dirsi che a farsi.

Una provocazione: i due lombardi del nuovo Governo sono esponenti cattolici (l’uno del PDL, l’altro di Scelta Civica). Come leader dell’area laica vede questo come un ostacolo?

Direi proprio di no. Sono certo che Maurizio Lupi e lo stesso Mario Mauro (recentemente uscito dal PDL, ma ancora fortemente legato a una fetta della nostra base) sapranno farsi portavoce di tutte le nostre anime. E poi, non dimentichiamolo, l’area laica, nel PDL, resta maggioritaria.

Per la politica questo è un momento di grave impopolarità. Per ridarle dignità, lei ha fatto la sua parte, fondando l’associazione Agorà - Liberi e Forti. È una missione possibile?

È una prova difficile, ma necessaria e appassionante. L’idea è di andare incontro all’opinione pubblica, al di là di sigle, steccati e casacche. Ma non solo. Agorà ha svolto un ruolo unico in Italia, organizzando le primarie per la scelta del candidato del PDL in Regione. Il risultato, che ha premiato Luca Marsico sia in associazione sia alle elezioni, dimostra che la strada imboccata è quella giusta. E che la parola d’ordine resta “avvicinamento” della gente alla politica.

Lei è sempre molto critico nei confronti dell’Amministrazione comunale che oggi guida Gallarate. Perché?

Per immobilismo. Conosco e stimo il sindaco Edoardo Guenzani. Èuna persona intelligente e capace, ma poco concreta, almeno sul piano amministrativo. Lo stesso vale per la giunta

che lo affianca. Risultato, Gallarate è ferma. Un esempio? La tanto vituperata giunta Mucci impiegò pochi mesi per progettare e realizzare una fontana. L’amministrazione Guenzani ci sta mettendo due anni per costruire una rotonda in Largo Venegoni.

Questo riguarda anche AMSC, azienda pubblica di cui lei è stato a lungo presidente?

Stendiamo un velo pietoso. Per il ruolo che ho avuto preferisco non pronunciarmi. Ma i “brillanti” risultati dell’attuale gestione sono sotto gli occhi di tutti.

Qual è il suo futuro politico?

Mi trovo a mio agio nel ruolo di collante tra diverse anime del territorio, da convogliare e valorizzare sul piano politico. In questo periodo della mia vita, per sanare alcune vicende personali e per salvaguardare chi mi affianca da eventuali e strumentali attacchi diretti alla mia persona, ho preferito un ruolo di retroguardia. Ma non mi lamento. La cosa che più mi appassiona è impegnarmi in una politica finalizzata al miglioramento del territorio in cui vivo e lavoro.

Letto 1720 volte Ultima modifica il Martedì, 25 Giugno 2013 18:48
Luigi Caruso

Sono il proprietario del marchio WebRobotic® e socio della «Logica S.C.» mi occupo di Comunicazione e Marketing con metodo Olistico.

Mi piace specificare il mio metodo di lavoro, perché tutti poi mi chiedono: “olistico” in che senso? Mi piace perché questa è la caratteristica che mi distingue: un approccio alle cose Multi Disciplinare.

Sto contribuendo alla comunicazione e al marketing di Agorà Liberi e Forti.

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