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Venerdì, 06 Settembre 2013 12:23

#Taldone : Ha ragione Nino Caianiello dobbiamo volare alto come aquile

Scritto da  Giuseppe Taldone
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Giuseppe Taldone - Vicecoordinatore PDL Varese Giuseppe Taldone - Vicecoordinatore PDL Varese Foto di VareseReport

È prassi comune dividere il Popolo della Libertà in falchi e colombe a seconda della propria risolutezza nell'affrontare i problemi. Continuando con il gergo ornitologico forse ha ragione Nino Caianiello che dalle pagine della Prealpina ci consiglia di volare alto come aquile. In effetti in momento così straordinariamente difficile per la vita del Paese, la politica dovrebbe elevare il livello della discussione cercando, con pragmatismo, di delineare i possibili scenari e le possibili soluzioni ai tanti problemi che ci assillano.

È utopico pensare ad un confronto sereno? A sentire certa sinistra si. Agorà Liberi e Forti da tempo consente di disquisire amichevolmente su tanti argomenti all'interno di una "piazza" ideale e oggi, grazie al sito, anche virtuale. Un'opportunità non da poco per chi ama confrontarsi liberamente e non necessariamente all'interno dei rigidi schemi di un partito.

Il prossimo incontro programmato per il 9 settembre al Collegio De Filippi di Varese immagino consentirà un sereno ma schietto dibattito sulla situazione politica locale ma soprattutto nazionale. Su quest'ultimo punto vorrei soffermarmi un attimo. La politica nazionale, così come sempre più spesso viene rappresentata, sembra obbligare ognuno a posizionarsi pro o contro Berlusconi.

Un tentativo maldestro che ha cercato di insinuarsi, per fortuna senza riuscirci, anche all'interno del nostro partito. Saremmo tutti ingrati se non riconoscessimo Berlusconi come il leader che ha saputo costruire un centro-destra credibile come forza di governo ed unire quel popolo liberale che fino alla sua discesa in campo non riusciva ad essere adeguatamente rappresentato all'interno delle istituzioni. L'assedio mediatico, politico e giudiziario di una certa parte non solo crea problemi di democrazia, poiché colpisce il rappresentante di una fetta importante di elettorato, ma ostacola quel fisiologico dibattito tra centrodestra e centrosinistra che, se virtuoso, non può che far crescere il Paese. Milioni di elettori credono in Silvio per cambiare le cose, ridurre le tasse, sostenere le imprese, aiutare le famiglie, creare occupazione.

Il Governo di larghe intese è nato in un momento difficile mettendo insieme due grossi partiti, PD e PDL, che, pur con visioni diverse, hanno deposto le armi nell'interesse generale. È quando si sale sulla stessa carrozza per fare la corsa insieme ci si impegna inevitabilmente ad essere leali. Non ho mai visto due che giocano nella stessa squadra l'uno contro l'altro. Purtroppo è quello che stiamo vedendo una sinistra che non riesce a non riconoscersi nell'antiberlusconismo ogni volta che ne ha l'occasione.

E allora che senso ha continuare a stare insieme. Mi sembra che l'intransigenza del PD sulla decadenza da senatore di Berlusconi rimarchi la volontà di chiudere questa esperienza di governo addossando le responsabilità della caduta al centrodestra. La sinistra rischia di perdere una grande occasione per una riappacificazione nazionale che consenta un fisiologico dibattito e non la perenne guerra tra centrodestra e centrosinistra; così facendo è destinata a rinchiudersi in un recinto autoreferenziale che non potrà che fare da cassa di risonanza a tutte le proprie contraddizioni interne.

Letto 1844 volte Ultima modifica il Venerdì, 06 Settembre 2013 12:33

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