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Mercoledì, 11 Settembre 2013 13:39

11 settembre 2013 - a dodici anni ricordiamo le vittime con profonda commozione

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11 settembre 2013 - a dodici anni ricordiamo le vittime con profonda commozione 11 settembre 2013 - a dodici anni ricordiamo le vittime con profonda commozione

Chi mi conosce veramente sa sicuramente due cose di me: che ci sono poche cose che odio; e che sono moderato, qualcuno dice anche troppo.

La prima cosa che odio è la parola odio; la seconda è il terrorismo; la terza è l'anarchia. In quanto ad essere troppo moderato, il problema è che sono anche osservatore, calmo e riflessivo. Sì sono anche timido.

Dodici anni fa l'attacco terroristico agli Stati Uniti d'America. Attualmente, le minacce per New York sono uguali se non maggiori a quelle precedenti all'11 settembre 2001. La domanda è perché?

Perché una superpotenza con un'economia militare illimitata ogni volta che apre una battaglia, sembra poi così impotente sul campo per quanto metta in gioco arsenali incredibili e le migliori tecnologie? Dal Vietnam alla prossima Siria siamo passati da “Generali Fieri” della serie [risolvo io in tre ore] a “Caporali” della serie [scusa un attimo, ho bisogno prima dell'approvazione dell'ONU, poi del Congresso, poi mi faccio un giro nel Mediterraneo e speriamo che per impulso attacchi prima la Francia].

Come vuol far capire una canzone: più avanza l'età meno convinzioni abbiamo. Non so cosa mi prende però a volte, come ora che ho come l'impressione che il mondo stia sbagliando tecnica comunicativa e che la risposta alla mia domanda di prima sia incredibilmente semplice:

Il sano esercizio della Democrazia, ci spinge alla Fermezza nei Principi, questa è per così dire una nostra "Lealtà" che dobbiamo alla cultura democratica.

Proviamo ad immaginare una partita di poker dove un giocatore bara, il baro "vince" sempre, ma la sua non è una vincita onorevole.

In passato gli Stati Uniti d’America hanno lanciato due bombe termonucleari sul Giappone, oggi possiedono persino la bomba a neutroni. Quest’ultima non lascia neanche residui nocivi, è per così dire una bomba “pulita”. Semplicemente atterra con il paracadute, poi distrugge l’elettronica e la vita, senza limiti nel senso che non c’è barriera che tenga, in un raggio di 25Km cioè in una sfera di 50Km di diametro. Infine si autodistrugge con una piccola esplosione attivata da un congegno meccanico o chimico, per spegnersi, è l’unico modo per farlo.

L’esperienza termonucleare ha segnato la cultura democratica nel mondo, mi piace pensare che l’equilibrio di cui godiamo oggi non è frutto solo del terrore, ma anche dell’aver capito che un atto di forza sleale ferisce anche la cultura democratica di chi lo commette.

Per questo dobbiamo smetterla di generalizzare l’uso del titolo di Kamikaze e onorare di questo titolo solo militari che colpiscono obbiettivi militari.

Oggi ricordiamoci di questo e ricordiamo le vittime con profonda commozione.

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Luigi Caruso

Sono il proprietario del marchio WebRobotic® e socio della «Logica S.C.» mi occupo di Comunicazione e Marketing con metodo Olistico.

Mi piace specificare il mio metodo di lavoro, perché tutti poi mi chiedono: “olistico” in che senso? Mi piace perché questa è la caratteristica che mi distingue: un approccio alle cose Multi Disciplinare.

Sto contribuendo alla comunicazione e al marketing di Agorà Liberi e Forti.

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